Curare l'emofilia - Cosa sono gli inibitori - Fattori di rischio
Fattori di rischio

La comparsa degli inibitori è dovuta all’interazione tra fattori di rischio genetici e fattori correlati al trattamento.

Fattori genetici
Alcune delle mutazioni responsabili della produzione del Fattore VIII e del Fattore IX sono anche associate alla comparsa degli inibitori. Le sole mutazioni non sono sufficienti: la storia familiare di comparsa degli inibitori favorisce la loro comparsa1.
Per i pazienti affetti da emofilia A grave sono più pericolose le mutazioni null del gene F82. Nei pazienti emofilici B la comparsa di inibitori è meno frequente ed è legata ad ampie delezioni del gene F93.
Non vi è ancora certezza sul ruolo svolto dagli antigeni HLA nella comparsa degli inibitori in pazienti emofilici4.
Pazienti di etnia afro-americana e ispanica hanno un rischio maggiore di sviluppo degli inibitori rispetto all’etnia caucasica4.
I geni coinvolti nella risposta immunitaria possono presentare polimorfismi che favoriscono lo sviluppo degli inibitori4.


Fattori correlati al trattamento
La comparsa di manifestazioni emorragiche richiede una terapia sostitutiva in età molto precoce nel neonato. Un trattamento intensivo, e non l’età alla prima somministrazione, può favorire la comparsa degli inibitori5.
Il trattamento sostitutivo attuato per più giorni (soprattutto nei primi giorni di esposizione) ed un intervento chirurgico aumentano il rischio di sviluppo di inibitori5.
Al contrario, il trattamento sostitutivo in regime di profilassi previene lo sviluppo di inibitori5.
Non è chiaro il ruolo della dose e della frequenza di somministrazione del FVIII nella comparsa degli inibitori.


Altri fattori
Gravidanza, modalità di parto e di allattamento, vaccinazioni, infezioni e concentrati utilizzati per la terapia sostitutiva ad oggi non sembrano essere coinvolti nella comparsa di inibitore6.

 

 


1.Astermark J, Berntorp E, White GC, Kroner BL, The MIBS Study Group. The Malmo¨ International Brother Study (MIBS): further support for genetic predisposition to inhibitor development in hemophilia patients. Haemophilia 2001; 7: 267–72.

2.Schwaab R., et al. J.Haemophilia A: mutation type determines risk of inhibitor formation. Thromb Haemost 1995; 74: 1402-6.

3.Rallapalli PM, et al. An interactive mutation database for human coagulation factor IX provides novel insights into the phenotypes and genetics of hemophilia B. J Thromb Haemost 2013; 11: 1329-40.

4.Witmer C, Young G. Factor VIII inhibitors in hemophilia A: rationale and latest evidence. Ther Adv Hematol 2013; 4: 59-72.

5.Gouw SC, van der Bom JG, Marijke van den Berg H. Treatment-related risk factors of inhibitor development in previously untreated patients with hemophilia A: the CANAL cohort study. Blood 2007; 109: 4648-54.

6.Astermark J, Altisent C., et al. European Haemophilia Therapy Standardisation Board. Non-genetic risk factors and the development of inhibitors in haemophilia: a comprehensive review and consensus report. Haemophilia 2010; 16: 747-66.

L.IT.MKT.01.2018.3219

Cosa fare alla comparsa degli inibitori?

Eliminare la loro presenza con una terapia specifica
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PER CAPIRNE DI PIÙ

Gene

Segmento di DNA (acido desossiribonucleico) che contiene le informazioni necessarie alla biosintesi delle proteine, macromolecole essenziali per l’organismo.

Mutazione

Variazione congenita della struttura del materiale genetico, spontanea o indotta da agenti mutageni fisici o chimici.


Mutazione null

Mutazione che produce una perdita di funzione.


Delezione

Mutazione che consiste nell'assenza di un tratto di un cromosoma, con conseguente perdita di materiale genetico .


HLA

Antigene leucocitario umano. Complesso di proteine di membrana che consente ai linfociti di riconoscere le cellule come proprie (self) oppure come estranee (non-self).


Polimorfismo

Presenza in una popolazione di due o più genotipi per un dato carattere, o anche l’esistenza di una variazione fenotipica in una popolazione.