ESERCIZI TERAPEUTICI PER IL PAZIENTE EMOFILICO
Il paziente emofilico del nuovo millennio si trova ad affrontare delle condizione e delle prospettive di vita totalmente differenti rispetto ai decenni precedenti; questo è dovuto, come è noto, ai considerevoli vantaggi ottenutigrazie alla terapia medica profilattica che ha consentito all’emofilico diridurre gli episodi emorragici e i danni arrecati dall’artropatia.In tal senso l’emofilico ha potuto allargare i suoi orizzonti alla ricerca di unamigliore qualità e aspettativa di vita, ed è in questo contesto che si è sviluppata la necessità di introdurre il trattamento fisioterapico.L’associazione della terapia medica (fattore sostitutivo) e trattamento fisioterapico, inteso anche come prevenzione del danno muscoloscheletrico, è indubbiamente l’arma vincente, ma affinchè tale approccio risulti efficaceoccorre che si realizzino alcuni presupposti indispensabili.Innanzitutto bisogna considerare il ruolo del paziente emofilico ed il suoapproccio psicologico: non deve essere soltanto un ruolo passivo di chi riceve un programma terapeutico da eseguire, ma al contrario deve essere parte attiva, deve essere l’attore principale che opera in sinergia con l’equipesanitaria.
Allo stesso tempo l’emofilico deve anche prendere coscienza della validità deltrattamento riabilitativo e credere nell’azione di prevenzione delle alterazioni della funzione articolare e muscolare, nella sua efficacia sul recupero dellelimitazioni funzionali e nella regressione dei danni propri della malattia.Queste condizioni sono indispensabili per raggiungere un buon recuperofisico, psicologico e sociale; l’emofilico attraverso la fisiochinesiterapia deveacquisire una buona conoscenza del proprio corpo attraverso l’esecuzionedi esercizi specifici e la giusta consapevolezza dei propri limiti.Altro punto fondamentale è il ruolo dell’equipe riabilitativa.
Il fisiatra ed ilfisioterapista lavorano in sinergia con il paziente ed hanno il compito di spiegare il ruolo ed il significato del trattamento, gli obiettivi che ci si propone di raggiungere, le modalità di applicazione dello stesso trattamento indicando i tempi di applicazione e il numero delle sedute.Il paziente, sotto la guida di personale esperto, viene coinvolto nel programma di lavoro per eseguire correttamente il trattamento; viene guidato nell’apprendimento degli esercizi che saranno specifici per i diversi momentiin cui il trattamento trova indicazione applicativa: dalla prevenzione, al trattamento del danno determinato dall’ematoma e dall’emartro, alla riduzione degli esiti dell’artropatia, alla rieducazione dopo intervento chirurgico.
Tale ruolo richiede quindi che si instauri un buon rapporto di fiducia trapaziente ed operatore per poter raggiungere i traguardi preposti e controllare il mantenimento dei risultati nel tempo. Il mantenimento di una buona funzionalità del distretto articolare e di un buon tonotrofismo muscolare è considerato un valido mezzo per la prevenzione delle recidive, pertanto i piani di trattamento per risultare efficaci occorre che siano eseguiti con costanza nel tempo.
Il presente scritto vuole essere soltanto uno strumento di consultazione acui il paziente emofilico può far riferimento quando esegue, al proprio domicilio o in palestra, il programma di esercizi a lui più indicato. Secondo il nostro intento, il taglio essenzialmente pratico, con la raffigurazione e con le modalità di esecuzione degli esercizi, dovrebbe consentire dieseguire il movimento nel modo corretto affinché possa essere realmenteefficace per il raggiungimento degli obiettivi preposti.
A cura del Dr. Claudio Lisi
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