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Il canottaggio, la canoa, il kayak
Fra i vari sport, il canottaggio è uno di quelli più completi e praticabili a qualsiasi età. L’unico requisito indispensabile è quello di saper nuotare.

Il canottaggio può essere praticato individualmente, ma più spesso coinvolge equipaggi di due, quattro o otto componenti, i quali devono armonizzarsi per far procedere l’imbarcazione nel migliore dei modi sull’acqua.

Questo sport sviluppa anche la socializzazione, il rispetto e la fiducia reciproci che si vengono a creare verso i compagni di barca, essendo particolarmente adatto alla formazione sportiva dei giovani come voi!

 Non a caso in molte università, specialmente all’estero, il canottaggio è tenuto in alto onore. Avrete forse sentito parlare delle famose sfide di canottaggio che si svolgono due volte all’ anno tra gli equipaggi delle prestigiose università inglesi di Oxford e Cambridge, sfide speciali, che riescono a catalizzare un’attenzione di pubblico paragonabile a quella per le grandi partite di calcio.

Negli Stati Uniti, la gara tra Harvard e Yale è il più antico evento sportivo fra università.

Le imbarcazioni da canottaggio sono fatte di legno o fibra di carbonio, sono lunghe e strette allo scopo di ridurre la resistenza dell’acqua.

Gli atleti si siedono su seggiolini scorrevoli, orientati verso poppa, cioè il davanti della barca, e usano dei remi per far muovere l’imbarcazione.

Queste imbarcazioni si dividono in due gruppi: di “punta” e di “coppia”.
Nelle barche di punta, o di tipo Sweep, il vogatore usa un solo remo; in quelle di coppia, o Scull, ogni vogatore usa due remi.


Il canottaggio si pratica all’aria aperta, specialmente in primavera ed in estate, sui fiumi e sui laghi, oppure sul mare. Le gare agonistiche si svolgono principalmente in bacini artificiali (tipo l’Idroscalo di Milano) sulle distanze di 2000, 1000 o 500 metri.

Il bacino è diviso in 6/8 corsie, larghe dai 12.5 ai 15 metri. Il bacino è largo 120 metri, lungo 2000 e profondo almeno 3 metri.


La pratica del canottaggio sviluppa nel corpo umano i muscoli delle gambe, del dorso e delle spalle. Il vogatore respira al ritmo della remata, di solito inalando ed espirando due volte per remata. Riuscire a prendere il ritmo giusto serve a equilibrare la barca e a farla scorrere bene nell’acqua. Per questo serve impegno, disciplina e … tanta concentrazione. Ma anche la soddisfazione di riuscire in questo sport è molto grande.

In Italia, le possibilità di praticarlo non mancano: esiste una federazione (Federazione Italiana Canottaggio, F.I.C.), che vanta numerosi centri affiliati. Naturalmente, abitando vicino ai laghi e ai fiumi, è più facile trovare questi centri.

 Parente stretto dello sport del canottaggio è quello della canoa e kayak. Anch’esso si pratica in acqua, ma con imbarcazioni di diverso tipo, la canoa canadese (come quelle che si vedono nei cartoni animati di Disney con Pippo e Topolino impegnati in escursioni lungo i fiumi dei parchi nazionali americani) e il kayak, appunto, che ha una forma simile a quella di una capsula appuntita con un buco dal quale entra il canoista per prendere posto nel seggiolino che è posto sul fondo.

Questi tipi di imbarcazioni sono fatte di fibra di carbonio o kevlar con resina epossidica.

Le pagaie servono per procedere nell’acqua e mantenere la stabilità.

Le pagaie da kayak hanno due pale alle estremità, mentre quelle da canadese ne hanno solo una. Possono essere di legno o in fibra di carbonio.


Le gare possono essere di velocità, con prove a cronometro su distanze di 500 e 1000 metri, e di slalom, che si svolgono nei torrenti e consistono nell’attraversare una serie di porte senza toccarle.

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